Stella
Stella, mia unica stella,
Nella povertà della notte, sola,
Per me, solo, rifulgi,
Nella mia solitudine rifulgi;
Ma, per me, stella
Che mai non finirai d’illuminare,
Un tempo ti e concesso troppo breve,
Mi elargisci una luce
Che la disperazione in me
Non fa che acuire.
G, Ungaretti
La prima volta che ho letto questa poesia ho pensato come possa aver mai, una mente umana, prodotto delle parole cosi sublimi, cosi argute… poi pensando alla mia amata.. ho riflettuto ancora ed ho immaginato tutto l’amore che Ungaretti avesse dovuto provare per la sua.
Gianluigi666
Il treno dei ricordi..
L’incontro con Nedo Fiano, sopravvissuto di Auschwitz e scrittore del libro letto “IL CORAGGIO DI VIVERE” è stato a mio avviso parecchio utile al fine di capire o cercare(perché non e da tutti) di capire quello che è stato il riprovevole gesto nazista della soluzione finale a scapito degli ebrei.
Ascoltare dalla viva voce di un uomo quelle atrocità, quelle azioni barbare, che venivano praticate avrà sicuramente toccato anche il cuore di chi per una ragione o per l’altra non voleva o semplicemente non aveva voglia d’ascoltare. Almeno spero.
Il dolore che quel uomo provava ogni volta che parlava, che riesumava dal libro della sua vita quei ricordi, era quasi tangibile, percepibile nell’aria… davvero straordinario.
Proprio io avvicinandomi a lui a fine conferenza gli ho posto una domanda nella quale riportavo un passo del libro proprio da lui stesso scritto.. e rispondendomi ho visto nei suoi occhi una luce, come se qui ricordi, quei sapori dentro di lui fossero ancora vivi nel presente…
Credo(e non solo io) che queste persone, offrontino di nuovo il loro dolore e le loro sofferenze, al fine di trasmettere a noi giovani(cioè il futuro, Fiano) un messaggio di uguaglianza e di rispetto reciproco, di amicizia e di fratellanza, tutti valori che al momento attuale sono purtroppo dimenticati come accadde molto tempo fa ad Auschwitz e non solo..
Personalmente condivido molti dei pensieri da lui espressi nella conferenza e senza dubbio condivido quello del non perdono, perché avendo subito lui e avendo visto i propri genitori morire, di una morte atroce, non può perdonare.. nessuno avrebbe potuto.
Mi piace molto pero anche il proseguo, quando alla domanda di uno spettatore se avesse mai perdonato i discendenti di quelle persone lui risponde che non c’e nulla da perdonare a chi non ha colpa perché le colpe non ricadono mai sui figli.. molto profondo.
Vorrei concludere dicendo che questa iniziative sono lodevoli soprattutto per i contenuti e la serietà; visto che in un mondo come quello di oggi i valori stanno scomparendo come la memoria.
Invece sono proprio i ricordi la chiave per leggere e capire meglio il presente ed il futuro ed ora serve davvero chi aiuti a formare questa capacità importantissima in noi.
Grazie Nedo
Gianluigi666
Tra politica e morale
L’argomento che vorrei trattare oggi prendendo spunto dall’opera del macchiavelli “ Il principe” e quello di innalzamento o differenziamento di una persona provvista di capacità naturalmente più spiccate di altri, sulla massa, sul popolo o come dice il buon Niccolò sulla parte amorfa dello stato.
Volendomi io soffermare sulla questione, si deve analizzare il rapporto tra etica e politica, a mio avviso molto importante al fine d’individuare il “principe” vero e proprio.
Per comprendere una parola si deve partire dalla sua radice latina, politica deriva da polis, cioè città ed individuava tutte quelle persone che partecipavano all’attività pubblica esprimendo le proprie idee ed opinioni sugli argomenti d’interesse generale. Da qui la parola a preso nel tempo significato leggermente diverso. Ad oggi fare politica(in democrazia) consiste nell’abilità di una persona(a cui sono riconosciute innate qualità fondamentali di persuasione) di accattivarsi le simpatie della gente per ricevere più voti possibili all’elezione ed arrivare al potere.
Devo ammettere tuttavia che rispetto alla considerazione di uomo politico di 60 anni fa le cose sono ben cambiate. Poiché paragonare un uomo politico anni ’40 (Mussolini, ma ne potrei elencare molti altri) ad uno del ventesimo secolo e pressoché impossibile o quantomeno irriguardoso viste le innumerevoli differenze tra cui: serietà, astuzia, tenacia, coraggio, intelligenza .. e molte altre, appartenenti hai grandi strateghi della II° guerra mondiale.
Purtroppo al giorno d’oggi tutte queste caratteristiche sono andate perdute ed i risultati sono eloquenti, basti pensare al caos politico nella quale nuota da anni il governo italiano.
Ritornando dunque al rapporto tra politica e morale vorrei allora esprimermi.
A mio avviso un vero e proprio rapporto non dovrebbe esistere poiché il capo, colui che ha il potere, ha il dovere di portare il suo stato ad un livello di benessere sufficientemente alto, perciò a volte deve, “ove necessitato” comportarsi in maniera anche A-morale(priva di - ) e ricordarsi di fare sempre ed in qualunque caso gli interessi del proprio stato.
Vorrei concludere con una citazione di Cairoli dopo il Congresso di Berlino:” una politica troppo onesta porta solo a deludenti risultati pratici!”.
Gianluigi666
Aforismi di Jim Morrison
Qui sotto troverete un elenco di aforismi di Jim Morrison,cantante e leader del celebre gruppo rock statunitense The Doors,poeta e scrittore.Per chiarire l'idea di aforismo ho riportato qui di seguito la sua definizione.Consiglio un attenta lettura perchè una lettura superficiale non servirebbe a nulla.
Un aforisma o aforismo (dal greco aphorismós, definizione) è una breve frase che condensa - similmente alle antiche locuzioni latine - un principio specifico o un più generale sapere filosofico o morale.
A volte basta un attimo per scordare una vita, ma a volte non basta una vita per scordare un attimo
A volte il vincitore é semplicemente un sognatore che non ha mai mollato.
Alcuni dicono che la pioggia è brutta, ma non sanno che permette di girare a testa alta con il viso coperto dalle lacrime.
Amo gli adolescenti perché tutto quello che fanno lo fanno per la prima volta.
C'è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo.
Ciascun giorno è farsi un giro nella storia.
Darei la vita per non morire.
Datemi un sogno in cui vivere, perché la realtà mi sta uccidendo.
Dopo il suo sangue, la cosa migliore che un uomo può dare di sé è una lacrima.
É nel momento in cui dubiti di volare che perdi per sempre la facoltà di farlo.
Essere allegri non significa necessariamente essere felici, talvolta si ha voglia di ridere e scherzare per non sentire che
dentro si ha voglia di piangere.
Fra il bene e il male c'è una porta, e io l'aprirò!
Fuoco, cammina con me!
I dubbi te li crea la libertà.
Il mio migliore amico è lo specchio, perché quando piango non ride mai.
Invece di sentirti in colpa o cercare scuse per delle azioni negative compiute in passato, incomincia ora ad agire positivamente
Io amo e vivo in silenzio ma dietro ogni sorriso nascondo una lacrima di dolore
Io sono così perché rispecchio quello che ho dentro
La solitudine è ascoltare il vento e non poterlo raccontare a nessuno.
La vera felicità non è in fondo a un bicchiere, non è dentro a una siringa: la trovi solo nel cuore di chi ti ama.
L'anima di una persona è nascosta nel suo sguardo, per questo abbiamo paura di farci guardare negli occhi.
Nella vita ci sarà sempre un bastardo che ti farà soffrire, ma sarà l'unica persona che riuscirai ad amare veramente.
Non accontentarti dell'orizzonte...cerca l'infinito.
Non arrenderti mai, perché quando pensi che sia tutto finito, è il momento in cui tutto ha inizio.
Non diventerò vecchio: io sono come una stella cadente.
Non è forte chi non cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi.
Non essere così triste e pensieroso, ricorda che la vita è come uno specchio, ti sorride se la guardi sorridendo.
Non ho scelto io di nascere quindi lasciatemi vivere come mi pare.
Non parlare mai di pace e di amore: un Uomo ci ha provato e lo hanno crocefisso.
Non pentirti di qualcosa che hai fatto, se quando l'hai fatta eri felice.
Non serve strappare le pagine della vita, basta saper voltar pagina e ricominciare.
Non si può dire di aver vissuto se prima non si è provato ciò che è proibito.
Non vivere con la paura di morire, ma muori con la gioia di aver vissuto
Ognuno di noi ha un paio di ali, ma solo chi sogna impara a volare.
Piangevo perché non avevo le scarpe, poi vidi un uomo senza i piedi
Quando la gente mi chiede cosa vuol dire amare, abbasso gli occhi per paura di ricordare.
Quando moriremo andremo sicuramente in Paradiso, perché l'Inferno l'abbiamo già vissuto qui.
Quando odiamo qualcuno, odiamo nella sua immagine qualcosa che sta dentro di noi.
Questa dannata guerra finirà quando saremo troppo vecchi per goderci la pace.
Questa notte non può durare un eterno, perché fra poco arriverà il mattino, ammesso che ci sia un domani.
Rifiutarsi di amare per paura di soffrire è come rifiutarsi di vivere per paura di morire.
Se dovessi scegliere tra il tuo amore e la mia vita, sceglierei il tuo amore, perché è la mia vita.
Se dovessi scegliere tra la vita e la morte, perché non esiste vita senza di te, di sicuro sceglierei la morte prima che mi scelga
lei.
Se hai un'idea rispettala, non perchè è un'idea, ma perchè è tua.
Se le persone che parlano male di me, sapessero quello che dico io di loro, parlerebbero peggio.
Se sei triste e vorresti morire, pensa a chi è triste e vorrebbe vivere ma sa di dover morire.
Se ti dicono che l'amore è un sogno, sogna pure ma non stupirti se ti svegli piangendo.
Se tu fossi una lacrima, io non piangerei per paura di perderti.
Se una mattina ti svegli e non vedi il sole, o sei morto, o sei il sole.
Sii sempre come il mare che infrangendosi contro gli scogli, trova sempre la forza di riprovarci.
Smetterò di amarti solo quando un pittore sordo riuscirà a dipingere il rumore di un petalo di rosa cadere su un pavimento di
cristallo di un castello mai esistito.
Sogna perchè nel sonno puoi trovare quello che il giorno non ti puo' dare.
Solo chi non conosce il dolore, può ridere di chi soffre.
Sorridi anche se il tuo sorriso è triste, perché più triste di un sorriso triste c'è la tristezza di non saper sorridere
Un giorno anche la guerra si inchinerà al suono di una chitarra.
Vivere senza tentare, significa rimanere con il dubbio che ce l'avresti fatta.
Vivi intensamente ogni piccola cosa della tua vita, perché un giorno, queste piccole cose, sembreranno grandissime.
Vivi ogni attimo e questo non sarà mai l'ultimo.
Vivo per amarti, morirò se dovrò dimenticarti.
Fabrizio
Biografia di Pablo Neruda
Pablo Neruda è lo pseudonimo che Neftalì Ricardo Reyes scelse in onore del poeta cecoslovacco Jan Neruda (1834-1891)cantore della povera gente. Egli nacque a Parral nel 1904, da famiglia modesta che trascorse l'infanzia scontrosa nel piovoso, malinconico e selvaggio sud del Cile; freq
Pablo Neruda è lo pseudonimo che Neftalì Ricardo Reyes scelse in onore del poeta cecoslovacco Jan Neruda (1834-1891)cantore della povera gente. Egli nacque a Parral nel 1904, da famiglia modesta che trascorse l'infanzia scontrosa nel piovoso, malinconico e selvaggio sud del Cile; frequentò le scuole fino al liceo nella cittadina di Temuco e poi l'Università a Santiago. uentò le scuole fino al liceo nella cittadina di Temuco e poi l'Università a Santiago.
Dal 1926 al 43 girò il mondo come rappresentante diplomatico del suo paese, nel'36-37 visse l'esperienza della guerra civile spagnola non soltanto da spettatore interessato. L'incontro o meglio la scoperta della Spagna fu per Pablo Neruda un fatto di estrema importanza. Come scrisse su di lui Dario Puccini: "Uno di quei salti dialettici grazie ai quali la storia esterna diviene storia personale, la vita degli altri vita propria, il dolore del mondo sentimento radicato" .Neruda, favorito dalle circostanze, mise un pur lieve scompiglio nella letteratura spagnola facendosi paladino della "poesia impura" opponendosi alla linea purista di Juan Ramon Ramirez. Allora la sua influenza non fu preponderante ma si fece sentire più tardi e ancora perdura in qualche modo presso le generazioni intermedie e recenti.
Dopo aver subito il fascino dell'incontro con la poesia spagnola, il poeta cileno venne travolto nell'appassionata vicenda della guerra civile: prese subito posizione a favore della Repubblica aggredita; fu scosso dalla tremenda fucilazione di Lorca e con Cesar Vallejo, un poeta peruviano, fondò il Gruppo ispano-americano d'aiuto alla Spagna. La guerra civile determinò un mutamento profondo nell'animo, nelle convinzioni, nella cultura, nella poesia del poeta. La sua fu una vera e propria conversione al prossimo e la sua poesia divenne quella dell'uomo con gli uomini cioè una poesia sociale e di lotta politica, di adesione e di repulsione rispetto al prossimo, di sostegno e di esacrazione, di speranza e di rabbia: d'azione"
E quando cessata la guerra civile e sconfitte le armi repubblicane tanti spagnoli furono costretti all'esilio o morirono fucilati o in carcere quel "legame materno" con la Spagna si fece per Pablo drammatico e fu come una goccia di sangue che rimase indelebile. Se uno dei sentimenti più forti dell'anima moderna è quello di un continuo e cocente esilio di una imprecisata perdita esistenziale, la Spagna è stata per Neruda quella perdita, quell'esilio:Un vuoto angoscioso e accorato che si ripercuote nel suo virile grido di poeta dal lontano '39 a oggi
Nel 1944 tornato in Cile s'iscrisse al partito comunista cileno e venne eletto senatore.
Dal '48 al 52 fu perseguitato e costretto all'esilio per la sua presa di posizione contro il neodittatore Gonzalez Videla; così tornò a viaggiare per il mondo.Nel 1971 guadagna il premio nobel per la letteratura, nel 1973 torna in Cile e in quello stesso anno muore a Santiago subito dopo il colpo di Stato del generale Pinochet.
Dal 1926 al 43 girò il mondo come rappresentante diplomatico del suo paese, nel'36-37 visse l'esperienza della guerra civile spagnola non soltanto da spettatore interessato. L'incontro o meglio la scoperta della Spagna fu per Pablo Neruda un fatto di estrema importanza. Come scrisse su di lui Dario Puccini: "Uno di quei salti dialettici grazie ai quali la storia esterna diviene storia personale, la vita degli altri vita propria, il dolore del mondo sentimento radicato" .Neruda, favorito dalle circostanze, mise un pur lieve scompiglio nella letteratura spagnola facendosi paladino della "poesia impura" opponendosi alla linea purista di Juan Ramon Ramirez. Allora la sua influenza non fu preponderante ma si fece sentire più tardi e ancora perdura in qualche modo presso le generazioni intermedie e recenti.
Dopo aver subito il fascino dell'incontro con la poesia spagnola, il poeta cileno venne travolto nell'appassionata vicenda della guerra civile: prese subito posizione a favore della Repubblica aggredita; fu scosso dalla tremenda fucilazione di Lorca e con Cesar Vallejo, un poeta peruviano, fondò il Gruppo ispano-americano d'aiuto alla Spagna. La guerra civile determinò un mutamento profondo nell'animo, nelle convinzioni, nella cultura, nella poesia del poeta. La sua fu una vera e propria conversione al prossimo e la sua poesia divenne quella dell'uomo con gli uomini cioè una poesia sociale e di lotta politica, di adesione e di repulsione rispetto al prossimo, di sostegno e di esacrazione, di speranza e di rabbia: d'azione"
E quando cessata la guerra civile e sconfitte le armi repubblicane tanti spagnoli furono costretti all'esilio o morirono fucilati o in carcere quel "legame materno" con la Spagna si fece per Pablo drammatico e fu come una goccia di sangue che rimase indelebile. Se uno dei sentimenti più forti dell'anima moderna è quello di un continuo e cocente esilio di una imprecisata perdita esistenziale, la Spagna è stata per Neruda quella perdita, quell'esilio:Un vuoto angoscioso e accorato che si ripercuote nel suo virile grido di poeta dal lontano '39 a oggi
Nel 1944 tornato in Cile s'iscrisse al partito comunista cileno e venne eletto senatore.
Dal '48 al 52 fu perseguitato e costretto all'esilio per la sua presa di posizione contro il neodittatore Gonzalez Videla; così tornò a viaggiare per il mondo.Nel 1971 guadagna il premio nobel per la letteratura, nel 1973 torna in Cile e in quello stesso anno muore a Santiago subito dopo il colpo di Stato del generale Pinochet.
Per chi non conosce Pablo Neruda......
Fabrizio
Elevazione dalla massa : tra politica e morale
politica
polìtica, sf. - 1 Scienza del governo delle comunità, con particolare riferimento all'organizzazione e all'amministrazione dello Stato e della vita pubblica, a ogni livello. 2 L'attività di chi governa. 3 Comportamento astuto per raggiungere i propri scopi. SIN: diplomazia, manovra.
FRS:.Frase detta dal Cairoli dopo il Congresso di Berlino: una politica troppo onesta porta solo a deludenti risultati pratici!.
ETIM: lat. tardo politica, dal greco politikè (tèchne) arte della politica.
morale
moràle, agg., sm. e sf. - agg. 1 Che concerne i valori etici. LOC: la sua condotta morale era ineccepibile. 2 Che è conforme al bene, ai principi del giusto e dell'onesto. SIN: corretto. CONTR: immorale. LOC: la sua educazione morale gli imponeva di non insistere.
sm. Il complesso dei sentimenti, lo stato d'animo. SIN: umore, psiche. LOC: sentiva di avere il morale a terra, di essere molto abbattuto.
sf. 1 Dottrina morale. SIN: etica. 2 L'insieme dei principi che regolano la condotta dell'uomo. LOC: morale civile, religiosa.
1 (etica) ethics. 2 (insegnamento) moral. 3 (condotta) pl. morals.
ETIM: lat. moralis, deriv. da mos, moris costume.
L’argomento che vorrei trattare oggi prendendo spunto dall’opera del macchiavelli " Il principe" e quello di innalzamento o differenziamento di una persona provvista di capacità naturalmente più spiccate di altri, sulla massa, sul popolo o come dice il buon Niccolò sulla parte amorfa dello stato.
Volendomi io soffermare sulla questione, si deve analizzare il rapporto tra etica e politica, a mio avviso molto importante al fine d’individuare il "principe" vero e proprio.
Per comprendere una parola si deve partire dalla sua radice latina, politica deriva da polis, cioè città ed individuava tutte quelle persone che partecipavano all’attività pubblica esprimendo le proprie idee ed opinioni sugli argomenti d’interesse generale. Da qui la parola a preso nel tempo significato leggermente diverso. Ad oggi fare politica(in democrazia) consiste nell’abilità di una persona(a cui sono riconosciute innate qualità fondamentali di persuasione) di accattivarsi le simpatie della gente per ricevere più voti possibili all’elezione ed arrivare al potere.
Devo ammettere tuttavia che rispetto alla considerazione di uomo politico di 60 anni fa le cose sono ben cambiate. Poiché paragonare un uomo politico anni ’40 (Mussolini, ma ne potrei elencare molti altri) ad uno del ventesimo secolo e pressoché impossibile o quantomeno irriguardoso viste le innumerevoli differenze tra cui: serietà, astuzia, tenacia, coraggio, intelligenza .. e molte altre, appartenenti hai grandi strateghi della II° guerra mondiale.
Purtroppo al giorno d’oggi tutte queste caratteristiche sono andate perdute ed i risultati sono eloquenti, basti pensare al caos politico nella quale nuota da anni il governo italiano.
Ritornando dunque al rapporto tra politica e morale vorrei allora esprimermi.
A mio avviso un vero e proprio rapporto non dovrebbe esistere poiché il capo, colui che ha il potere, ha il dovere di portare il suo stato ad un livello di benessere sufficientemente alto, perciò a volte deve, "ove necessitato" comportarsi in maniera anche A-morale(priva di - ) e ricordarsi di fare sempre ed in qualunque caso gli interessi del proprio stato.
Vorrei concludere con una citazione di Cairoli dopo il Congresso di Berlino:" una politica troppo onesta porta solo a deludenti risultati pratici!".
Gianluigi666
Due frasi di oscar wilde
Vivere è la cosa più rara del mondo: i più, esistono solamente.
A dar risposte sono capaci tutti, ma a porre le vere domande ci vuole un genio.
Pablo Neruda: Poesie d’Amore
Se un giorno il tuo cuore si ferma,
Se qualcosa smette di bruciare per le tue vene,
Se la voce dalla bocca ti esce senza divenir parola,
Se le tue mani si scordano di volare e s’addormentano,
Matilde, amore, lascia le tue labbra socchiuse
Perchè quel tuo ultimo bacio deve durare con me,
Deve restare per sempre immobile sulla tua bocca
Perché cosi accompagni anche me nella mia morte.
Morirò baciando la tua folle bocca fredda,
Abbracciando il grappolo perduto del tuo corpo,
E cercando la luce nei tuoi occhi serrati.
E cosi quando la terra riceverà il nostro abbraccio,
Andremo confusi in una sola morte,
A vivere per sempre l’eternità di un bacio.
Potrei lasciare questa poesia senza commento perchè a dir la verità non mi ritengo in grado di esprimere parole più sublimi e dolci di quelle del grande Pablo.
Gianluigi666
Ligabue: "Lettere d'amore nel frigo"
ci sono diverse questioni irrisolte rispetto alle scritte nei cessi In queste poche righe in realtà è celato un enorme pensiero. Ligabue paragona in modo eccelso le questioni di cui si tratta al mondo d'oggi agli argomenti scritti sui muri dei bagni pubblici mettendone in risalto quindi l'immensa inutilità e stupidità tralasciando come egli stesso dice "questioni irrisolte" di più ampio interesse e di superiore importanza. Fabrizio
Il pennarello indelebile nel taschino
Litfiba: “Croce e delizia”

Cari lettori sono ancora io, il vostro Gianluigi, questa volta però vorrei parlarvi di una canzone che in certo senso racchiude un’ideale, un’ideale d’amore pieno stile anni ’80. Bè del resto la canzone in questione e del 1982… quindi.. s’intitola Fata Morgana (P. Pelù, G. Renzulli – Litfiba)
Oh, vedo tutto attraverso sabbia rossa e deserto
Ho sete, ho sete di te che non sei qui
Stella caduta dagli occhi,
Che voli sul mio deserto
Ho sete, le nuvole mi cadono dentro,
Cerchio che ha perso il suo centro,
Perché ha smarrito ogni senso
Oh, sabbia rossa e deserto
Lunga scala d'aria che sale dal deserto
Non c'è confine tra l'occhio dentro e l'occhio fuori
Morgana
Lenta processione all'alba nel deserto
Fata Morgana ha già cambiato ogni profilo
Aspetto a parlare prima che l'illusione si sia mossa
Poi scopro il confine che dall'infinito vola dentro di me
Morgana
Ho sete significa che sono vivo
Che importa se l'ultimo o il primo
Il cuore vuol battere ancora, ancora
Oh, sabbia rossa e deserto
La sento negli occhi, in fondo ai miei occhi,
Salire dal mare passando dal cuore
Sinceramente per capire il significato di questa canzone, anche se preferisco chiamarla poesia, ci si potrebbe fermare alla prima strofa, ma leggendola tutta si può comprendere a pieno l’ideale, il sogno di uno dei gruppi se non il gruppo per eccellenza italiano ad accomunare una serie di musicisti/artisti ad una certa profondità e significato dei loro testi.
Come prova tangibile, ho scelto questa canzone che rispecchia infondo il pensiero di una persona innamorata.. sia essa innamorata di un’altra persona, della vita, del proprio lavoro etc,
vorrei concludere dicendo che ci possono essere persone che non apprezzano la musica dei LITFIBA ma pur non apprezzandoli musicalmente, non si può non apprezzare le parole significative dei loro testi.
Gianluigi666
Dino Mimmo: Foggiano D.O.C. e scrittore contemporaneo
Prima di iniziare a scrivere il mio pezzo vorrei presentarmi… sono Gianluigi e sono il vostro opinionista e collaboratore più assiduo del blog che potremmo definire uno dei più seri messi in piedi da dei ragazzi di quasi 18 anni….
Quello di cui vorrei parlarvi oggi è un libro. Ma non un libro qualsiasi..
Il book in questione s’intitola "Bambini Daun" di Dino Mimmo, non fatevi ingannare dal titolo però, perché parla davvero di tutto tranne che di bambini con handicap.
In realtà la parola "daun" sta per dauni, ossia nati nell’entroterra pugliese – garganica.
Dopo questa piccola chiarificazione passiamo al commento vero e proprio.
Il libro, interamente letto da me nelle vacanze natalizie esalta in un mix di vita di strada e vita di branco i vizi e le abitudini (malabitudini) di un gruppo di ragazzi foggiani (che in realtà rispecchiano il malessere generale della popolazione garganica) con dei nomi fantasiosi (Freon) e delle personalità spiccate, Dino Mimmo nel suo libro riesce a dare un’immagine davvero significativa ed eloquente della situazione dei giovani che sprofondano nei meandri della noia o come usa l’autore nel libro "paranoia".
Il linguaggio usato e scorrevole e piacevole perché molto vicino a quello giovanile, e molto semplificato con parole a volte dialettiche che rendono molto meglio il concetto di parole espresse in italiano corretto.
Nel libro sono presenti, oltre alle ottime descrizioni dei personaggi (personalmente sono convinto che per apprezzare a pieno un libro bisogna capire bene i personaggi), descrizioni dei luoghi tipicamente foggiani ed anche luoghi di ritrovo giovanili (come pub e birrerie) tutt’oggi esistenti.
Vorrei concludere dicendo che la magia dei libri viene spesso dimenticata per far spazio alla tv o ad internet, il mio consiglio cari lettori e quello di abbandonarsi nei meandri di un libro perchè le emozioni che scaturiscono da esso sono difficili da trovare in qualche altro svago.
Gianluigi666





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